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Lui: claudio, 45 anni
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Singolo 45enne ben portati,non invadente,davvero superdotato,non libero,gradirebbe incontrare singole o coppie anche con il lui bsx passivo,mi auguro d'incontrare bella gente ma sempre nel rispetto della persona che e fondamentale,posso ospitare x trascorrere qualche ora lìeta di pura trasgressione sempre nella max riservatezza,annuncio sempre valido.
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Lui: claudio, 45 anni
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Lui: francesco, 59 anni
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Lui: John, 19 anni
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Racconto: La signora della porta accanto

by Parsifal103 - 30-7-2010

Io e mia moglie abitiamo in un condomino composto di 16 appartamenti in un piccolo paesino della provincia di Padova.
In questo condominio ci conosciamo tutti, perché, per ridurre le spese della manutenzione noi uomini ci troviamo spesso per fare le piccole manutenzioni ed interventi vari.
Cinque anni fa successe un lutto che ci colpì tutti, il mio vicino di casa venne a mancare improvvisamente, io e mia moglie restammo allibiti poiché la coppia aveva qualche anno più di noi, io ho 48 anni e mia moglie ne ha tre meno di me, ed il marito della signora non aveva mai manifestato nessun problema.
La signora, che si chiama Giuliana, nonostante il primo periodo avesse in casa il figlio, non si dava pace e moralmente era molto affranta.
Il figlio ad un certo punto dovette partire, lavorava per una ditta che svolgeva i propri interessi all’estero, e Giuliana cadde in depressione.
Un pomeriggio, mia moglie mi disse, che era il caso di aiutarla e di invitarla a casa nostra quando ci fosse stata l’occasione, anche per cenare e pranzare con noi, in modo da lasciarla il meno possibile da sola, questa sua preoccupazione scaturiva dal fatto che mia suocera, quando venne a mancare mio suocero, visse la stessa cosa e dovette sottoporsi a cure mediche per superare la crisi, questo per la nostra famiglia comporto difficoltà emotive molto importanti.
Così incominciammo a renderla partecipe della nostra vita quotidiana, ed effettivamente si notò un miglioramento nel tempo, inizialmente quando veniva da noi aveva gli occhi arrossati e parlava pochissimo, poi pian paino lei era più serena e partecipava ai nostri discorsi, alla fine era diventata una di famiglia.
Un giorno mia moglie si avvicina e mi dice, che Giuliana non avendo nessun uomo per casa, sicuramente aveva bisogno di qualcuno che le desse una mano per i piccoli lavori che in una casa vanno fatti, lampadine da cambiare, qualche piccola riparazione domestica…ecc. ecc., io la guardai e con aria un po’ seccata feci notare che io uscivo dalla mattina e rientravo di sera dal lunedì al venerdì già avevamo casa nostra poi c’erano gli interventi condominiali e che impegnarmi anche per Giuliana mi restava gran poco tempo per me, avendo passione per la meccanica mi dilettavo nella manutenzione dei nostri mezzi, lei con un gran sorriso mi rispose “ci sono i meccanici, preferisco che aiuti Giuliana, vedrai che un giorno le cose si sistemeranno”, io ribattei “ lo sai che più di una volta ha sostenuto che lei non ha intenzione di svegliarsi la mattina con un estraneo nel suo letto, che l’unica persona che ha amato non c’è più, quindi io avrei avuto quest’incombenza per sempre”, allora mi rispose “ lasciamo passare del tempo, il dolore è ancora forte, ma con il tempo cambierà ed avrà desiderio di avere un compagno”, non accennai a nessuna risposta non avevo certamente voglia di litigare con mia moglie.
Come immaginavo sono passati gli anni e le cose non cambiavano ed io mi ero rassegnato anche se qualche battibecco con mia moglie ogni tanto si presentava.
La cosa cambio lo scorso Giugno senza che nulla fosse stato premeditato, ed il fato creò una nuova prospettiva alla situazione.
Era un giovedì sera, alla televisione non facevano nessun programma interessante, solo repliche della stagione invernale, mia moglie decise di leggersi un libro, io avevo la televisione a mia disposizione, dopo una doccia rinfrescante, mi misi in pantaloncini corti e t-shirt.
Premetto che con la stagione calda quando sono a casa non indosso nulla sotto i pantaloncini, mi piazzai sul divano e finalmente mi potevo vedere la corsa delle moto registrata la domenica prima,
Mi misi comodo e mi concentrai sulla partenza, sentii suonare al campanello di ingresso e vidi mia moglie alzarsi per vedere chi era, la sentii salutare Giuliana, io ero assorto sulla gara appena iniziata senza voler perdere nessun momento, ad un certo punto mia moglie mi chiamò, credo che se mi avessero dato una martellata in testa sarei stato più contento, con un gesto di sconforto abbassai le spalle e la testa e fermai la gara.
Mi girai, visibilmente contrariato, e chiesi cosa ci fosse, mi comunicò che il lampadario sopra il letto in camera di Giuliana si era staccato dal soffitto e ballonzolava, rimasi un attimo in silenzio e poi dissi “ va bene vado a vedere”, Giuliana vista la mia faccia abbassò lo sguardo e non disse nulla.
Mi recai a casa sua, andai in stanza da letto e vidi il lampadario tenuto solo dai fili elettrici, tra me pensai, effettivamente non poteva rimanere in quel modo era pericoloso, me ne feci una ragione.
Avvisai Giuliana che ritornavo a casa per prendere l’occorrente (scala, cacciaviti, forbici) per poterlo staccare e mettere una lampadina provvisoria.
Bussai alla porta di casa mia e dissi a mia moglie che il lavoro era un po’ lungo e che mi portavo l’occorrente per sistemare la cosa.
Tornai dalla mia vicina con tutto l’occorrente, bussai e lei mi apri la porta evitando il più possibile di guardarmi, continuava a sentirsi in colpa.
Sicuramente mi ero comportato in malo modo mi promisi di essere gentile con lei, la informai che avevo bisogno del suo aiuto e che doveva rimanere con me, le chiesi di aiutarmi a spostare il letto per sistemare sotto il lampadario la scala, lei da un lato ed io dall’altro c’inclinammo per prendere il letto sotto le losanghe, qui ci fu il primo flash, dalla scollatura del suo ampio vestitone vidi le sue tette, non portava reggiseno, che si sostenevano in modo egregio questo mi procurò una vampata di misto fra calore ed eccitazione, sentii il viso infiammarsi, i nostri sguardi s’intrecciarono lei accennò ad un piccolo sorriso, sicuramente notò la mia faccia arrossata, non disse nulla.
Giuliana da quando era rimasta vedova usava camicioni e vestiti ampi molto anonimi, curava poco il suo aspetto, raramente dall’acconciatore se non per accorciare i capelli, non si truccava ed usciva solo per le spese o in nostra compagnia, per questo non aveva mai attirato la mia attenzione su di lei anche se spesso girava per casa nostra.
Tornando al nostro lampadario, sistemai la scala sotto e portai Giuliana vicino al quadro generale della casa, le mostrai quale interruttore spegnere per poter scollegare i fili del lampadario e le consegnai la torcia, quindi ritornai in camera salii sulla scala e diedi l’ok per togliere la tensione.
La casa rimase al buio e Giuliana si avvicino con la torcia accesa per farmi luce sul soffitto per staccare i fili, mi dimenticai del fatto che sotto i pantaloncini non indossavo nulla.
Lei fece luce verso l’alto da sotto la scala, mi disse “vedo che hai una bell’attrezzatura” convinto che parlasse dei miei attrezzi, lontano da qualsiasi malignità, le risposi “ sai mi piace fare le manutenzioni e preferisco avere della buon’attrezzatura per lavorare”, lei replico “ non quella schiocco, ma questa” e con la mano libera s’intrufolò su per i calzoncini prendendomi in mano il cazzo che già da prima si era parzialmente gonfiato per la vista delle tette.
Ebbi un sussulto di sorpresa, ma sentire la sua mano che lo avvolgeva mi creò un enorme eccitazione, lei mi disse” dovrò pure farmi perdonare per averti disturbato, ho visto che mi guardavi le tette” e cosi dicendo accolse fra le sue labbra la mia cappella che stava crescendo a dismisura dentro la sua bocca.
Si stacco un attimo e dopo averlo leccato lo segò per qualche minuto, io ero al settimo cielo per l’eccitazione e per la sorpresa di quell’impensata situazione, appena ripreso la pregai di farmi finire di accomodare velocemente il lampadario ed applicare una lampada provvisoria.
Finche lavoravo sopra la scala Giuliana non smetteva di segarmi delicatamente, appena finito durante la discesa mi abbassò i pantaloncini e lo riprese in bocca con foga facendolo sparire tutto nella sua bocca con un movimento ritmico, mentre con una mano mi solleticava i testicoli, io mugugnavo dal piacere, ad un certo punto mi chiese”mi hai perdonato”, io con un sussurro le risposi “siiiiiii”.
Sistemammo l’interruttore generale, dissi a Giuliana di non accendere la luce, ma di accendere solo la lampada da comodino in camera, in modo da sembrare che la cosa non fosse ancora finita.
Mi avvicinai a lei ansimando e la baciai, sentii la sua lingua entrare in me, io appoggiai le mie mani sul suo seno e sentii due tette dure con i capezzoli che sembravano due spilli da quanto duri erano, lei con le mani riprese in mano il cazzo che era diventato come il marmo, esclamo” accidenti ma è durissimo” io dissi “ è tutto merito tuo, porcona” a quelle parole mi strinse il cazzo e lo masturbò con violenza facendomi emettere dei sospiri di piacere.
La spinsi indietro fino a farla cadere sul letto, lei si lascio andare, feci per sollevarle il camicione ma mi fermo la mano dicendomi “ non sono presentabile sotto, non mi depilo da parecchio tempo, non voglio che mi vedi cosi”, mi avvicinai a lei e le sussurrai in un orecchio “ tu non sai quanto mi eccita vedere una donna con la fica e l’inguine pelosissimi, mi fanno eccitare come un animale” per risposta ottenni “ sei un maiale”.
Le sollevai la camicia e la vista di quella folta peluria mi diede una ulteriore eccitazione, sentivo il cazzo pulsare, le aprii le gambe e vidi il pelo già bagnato, presi fra le dita il clitoride rigonfio, lei mugolava da piacere ed affondai la faccia fra le sue cosce, comincia a leccarle la figa intrufolando la lingua fra le labbra carnose umide dei suoi succhi umorali, mi prese con le mani la testa e la spinse a se, io continuavo a leccarla e con le dita a trastullare il suo clitoride, dopo un paio di minuti la sentii dire “ ti sborro in bocca, brutto porco” a quell’affermazione sentii colare il suo liquido verso la mia lingua e cercai di non perdere nemmeno una goccia.
Mi alzai e mi allungai su di lei per cercare la sua bocca vogliosa per baciarla, avevo tutto il viso pieno dei suoi umori, lei mi cercò con avidità e cominciò a leccarmi il viso, il mio cazzo era appoggiato alla sua fica bagnata, lo sentivo pulsare come mai, accennai ad un movimento su e giù senza penetrarla, sentii la sua mano scorrere a fianco del mio corpo e cercare l’asta turgida e rigonfia, quando la prese in mano inarcò il bacino e punto il cazzo nella sua fica bagnatissima e mi sussurrò “fottimi stallone”, la penetrai con dolcezza, avevo paura di farle male, il pene entrava scivolando fra i suoi succhi orgasmici, io la sentivo morbida e calda, era una sensazione sublime.
Cominciai a scoparla sempre più velocemente mentre lei mugolava di piacere e continuava s dirmi “più forte, più forte”, con le mani si apri ancora maggiormente le gambe per farlo penetrare maggiormente, io sentivo le palle che le sbattevano nella fica bagnatissima e producevano un rumore simile a quando batti un piede in una pozza d’acqua, mi sembrava di toccare il cielo con un dito.
Ad un certo punto dovetti rallentare per non sborrarle in fica, lei mi chiese “ perché hai rallentato?”, “se continuo così ti riempio la fica di sborra”,

“siiiii, fallo”,

“noooo, non voglio godere adesso, mi piace questa situazione mista di eccitazione e di trattenere la sborrata, lo senti come si è gonfiato?”

“ è ancora più grosso di prima, sei un maiale, però se continui così lentamente…………io…………. (s’inarco con la schiena e la sentii vibrare sotto di me) vengooooooooo”

Il suo nuovo orgasmo inondò ulteriormente la sua fica di nuovi umori, che colavano fuori ed imbrattavano tutto il suo folto pelo, feci scivolare fuori il cazzo, era pieno dei suoi umori, la cappella gonfia e lucida e le vene pulsavano, lei si chinò su di me e lo ripuliva con la lingua dalla sua sborra dandogli dei colpetti ripetuti, con tutta risposta che ad ogni leccata il pene vibrava.
Alla fine alzo lo sguardo e mi confessò che godere con il cazzo vero e molto meglio che usare quei vibratori di plastica, la guardai ed esclamai “ non dirmi che ti masturbavi da sola”, lei confessò che da qualche periodo ne aveva acquistati, per corrispondenza, alcuni, fatti in modo diverso.
La mia eccitazione e curiosità mi spinse a chiederle di mostrarmeli, lei con occhi vogliosi mi chiese “che intenzioni hai”, risposi “mi piacerebbe vederteli usare” ottenni per risposta “ma non preferisci farlo o sei così porco che vuoi anche guardare”, così dicendo apri il cassetto e tirò fuori quello che conteneva.
Ne aveva tre a disposizione, due di dimensioni diverse ed uno doppio con una ventosa alla base, alla vista dell’ultimo vibratore esclamai “il porco sarei io, vedo che ti piace anche ficcartelo nel culo”, lei con un sorriso ammaliante mi disse”il piacere si prova in vari modi”, detto questo prese il vibratore doppio, se lo ficco in bocca per lubrificare tutte e due le protesi e con la ventosa lo incollò al pavimento.
Io, seduto sul letto, feci per alzarmi ma lei mi indico di stare seduto, mi guardava e, a smorzacandela, si sedette sopra il fallo doppio e con la mano guido prima, quello più grosso dentro la fica e poi quello più piccolo lo fece entrare nel culo, ed inizio a salire e scendere con gemiti di piacere.
Io la guardavo e cominciai a segarmelo, non troppo velocemente altrimenti avrei sborrato tanta era l’eccitazione nel vederla ansimare, lei mi disse “ ti piace guardarmi brutto maiale segaiolo, cerca di non sborrare che ho ancora voglia del tuo cazzo cosi grosso e duro”, io mi alzai, mi avvicinai a lei le presentai il cazzo davanti alla sua bocca e lei sapientemente comincio a spompinarlo, lo vedevo entrare tutto nella sua bocca fino alle palle con un movimento ritmico ogni tanto scorreva con la lingua su tutta l’asta turgida fino a leccarmi le palle, era una sensazione bellissima, la pregavo di fare piano non volevo ancora venire, lei ansimante obbediva senza insistere ulteriormente.
Mi abbassai disteso a terra, volevo vedere quel dildo sprofondare nella sua fica, la vista era conturbante, il dildo tutto intriso del suo umore era lucido e alla base di esso si erano depositate numerose goccioline del suo umore, le girai intorno per vedere il secondo pene entrare ed uscire dal buco del culo, era come una ventosa e ad ogni entrata ed uscita produceva dei fantastici rumorini.
La presi per le mani e le dissi “mettiti sul letto alla pecorina che voglio sbatterti il cazzo in gola”

“era ora, non c’è la faccio più ho voglia di sentirlo vibrare dentro di me”

Mi presentò fica e culo all’aria, appoggio la testa sul materasso e con le mani si aprì le natiche per ricevere meglio il mio pene, io non indugiai oltre e con un colpo di reni glielo sbattei dentro tutto, lei approvò con uno stridulo di godimento ed incitandomi a sfondarle la fica, cominciai così nuovamente a stantuffarla, lei si dimenava dal piacere e mi supplicava di non fermarmi, sentivo il cazzo entrare fino in fondo, non capivo più nulla, lei mi diceva “spaccami la fica in due, fammi entrare il cazzo fino in gola, continua a cavalcarmi mio bel stallone”.
Non appagato bagnai il pollice nella sua figa umida e lo ficcai nel buco del culo, lei emise un gridolino seguito da un “porcone”, comincia a stantuffarla anche con il dito e le chiesi se piaceva, rispose “siiiiiiiiiiiiiiii continua”, mi guardai di fianco e sul letto c’era un dei due vibratori singoli, lo presi lo lubrificai con la mia saliva e glielo piazzai sul culo, lo appoggiai al mio ventre cosi da farlo entrare ritmicamente assieme al cazzo che avevo nella sua fradicia figa, in pratica la stavo scopando e inculando nello stesso momento.
Lei si dimenava e si contorceva dal piacere, io rallentai un attimo, sapevo che questo le avrebbe provocato un orgasmo.
Sentimmo bussare alla porta di ingresso, era mia moglie, rimanemmo in silenzio ma non smisi di pomparla, ci chiamò, Giuliana trattene la voce ed io risposi “cara ho quasi finito di staccare il lampadario e Giuliana mi sta aiutando a tenerlo su, tra dieci minuti torno”, mia moglie rispose “ ok ti aspetto per andare a letto………..ciao Giuliana”.
Giuliana aveva messo la testa sotto il cuscino, stava vibrando tutta, era prossima all’orgasmo, infatti, la sentii ansimare ed emettere gridolini soffocati di piacere inondandomi per l’ennesima volta il cazzo con i suoi umori.
Le levai il vibratore dal culo e con piacere vidi che rimaneva dilatato mostrando il buco nero, sfilai il mio cazzo che era prossimo all’eiaculazione, lei tutta rossa in viso e visibilmente sfinita mi disse “è ora che tu ti conceda al tuo meritato piacere”, comincio a succhiarlo dapprima solo sul glande poi prendendo in bocca tutto il pene, ormai era questione d’attimi, il mio cazzo si inturgidi ulteriormente ed io le schizzai in gola una quantità di sperma esagerato, tanto che non riuscì a deglutirlo tutto e una parte le usci dagli angoli della bocca.
Mi chinai su di lei, con la lingua recuperai il mio sperma che le era uscito dai bordi e la bacia per assaporare assieme a lei il mio sapore.
Ero tutto sudato, mi asciugai un po’, mi sarei fatto poi la doccia a casa, lei si ricompose un po’ e ci salutammo.
La mattina dopo, giornata normale di lavoro in cui ogni tanto ripensavo alla sera prima e cercavo di rendermi conto se era stato un sogno o una realtà molto speciale con il risultato di eccitarmi, sera in palestra e poi rientro a casa.
Entro in casa verso le 22.00, sento chiacchierare, riconosco la voce di Giuliana, il sangue mi sale alla testa, saluto anche se non le vedo, dall’entrata non vedo in cucina, loro mi salutano assieme e le sento ridacchiare, sistemo la borsa mi libero delle chiavi e mi dirigo in cucina.
Entro e rimango di sasso, vedo mia moglie e Giuliana truccate con i capelli sistemati, Giuliana non sembra nemmeno più lei, taglio moderno, trucco leggero ma che risalta i suoi occhi e le labbra, maglietta con una scolatura provocante ed attillata.
Le guardo ed esclamo” siete bellissime, cerco che così preparate mi fate venire cattivi pensieri”, mia moglie controbatte “ecco il solito maschio porco che pensa solo a quelle cose, non vedi che hai imbarazzato Giuliana?”, effettivamente era arrossita ed aveva abbassato lo sguardo, in ogni modo scoppiammo tutti e tre a ridere, parlando successivamente Giuliana vi avvisò che aveva procurato il materiale necessario per risistemare il lampadario, io guardando mia moglie dissi, che se non aveva problemi, sarei venuto l’indomani mattina verso le 09.00 a “metterglielo su” (frase a doppio senso) che lei prese al volo visto l’occhio languido che fece, così mia moglie confermò che prendeva l’occasione per fare delle spese.
Io mi sistemai per mangiare, mentre loro continuavano a parlare, non potevo fare ameno di osservare il seno di Giuliana così messo in bella mostra, un paio di volte mi sorprese mentre la guardavo, in ogni caso lei non faceva nulla per evitarlo.
Venne l’ora dei saluti, mia moglie si recò in bagno io accompagnai Giuliana alla porta, la feci uscire e lei, appena fuori della vista di mia moglie mi diede un bacio leggero e con la mano si posizionò sopra il mio cazzo che con un sussulto cominciò a crescere, poi all’orecchio mi disse “ sembra che tu abbia apprezzato la sorpresa” con il capo annuii e la salutai.
Andai in camera dove mia moglie giaceva già, mi guardò negli occhi e mi disse” ho visto che le guardavi insistentemente le tette” e con la mano si appoggio sul mio cazzo già mezzo svegliato ed esclamo,
”vedo che ti ha già fatto un certo effetto, pensa che oggi per scommessa le ho chiesto se veniva con me dall’estetista e dall’acconciatore, lei con mio stupore accettò, pensai che avesse intenzione di girare pagina, ma quando dall’estetista decise di non farsi sistemare nell’inguine e né la bernarda, allora capii che voleva solo sistemarsi un po’”

Io pensai, sapessi perché non si fa depilare………….

Comunque l’eccitazione mi aveva fatto ingrossare il cazzo e mia moglie comincio a spompinarlo, premetto che con lei il rapporto e molto semplice, non fa nulla che a noi maschi piace, non si fa inculare, non mi bacia se prima le lecco la fica, non mi fa il pompino se l’ho già scopata e non si fa sborrare in bocca, in ogni modo ero talmente infoiato che la presi alla pecorina con tanta foga che il letto si sposto dalla sua posizione, alla fine estrassi il cazzo dalla sua fica poco prima di eiaculare ed i schizzi arrivarono in testa a mia moglie che esclamò “ questa sera sei come un toro”.

La notte passò in dormiveglia pensando alla mattina seguente.

Mia moglie usci per le compere, io ero ancora in casa a sistemare le ultime cose, il telefono squilla, è Giuliana, mi dice “ho sentito uscire tua moglie, ti lascio la porta gia aperta, basta che la spingi, io ti aspetto”, la telefonata mi lasciò un senso di piacere che ben presto si trasformò in eccitazione e voglia di scoprire cosa mi stava aspettando.
Aspettai, di proposito, un breve periodo prima di recarmi da lei l’eccitazione stava salendo, guardai dallo spioncino se sul pianerottolo c’era via vai di persone, era libero, uscii da casa velocemente e velocemente entrai nell’appartamento di Giuliana senza fare rumore, chiusi la porta.
Cercai con lo sguardo di trovarla, la vidi in camera sul letto, una vampata di piacere m’inondò quando la vidi, alla pecorina con la testa appoggiata al letto, scarpe rosse tacco alto, calze nere autoreggenti nere, un perizoma nero di pizzo sapientemente spostato di lato per lasciare spazio ai due vibratori che entravano e uscivano uno dalla fica e uno dal culo e credo un reggiseno nero, ma il mio sguardo era stato catturato da quella meravigliosa vista, emisi un “sei una fantastica troia”.
Lei giro la testa gli occhi socchiusi dal piacere mi disse “ era ora che arrivassi è da dieci minuti che mi sto masturbando pensando a te, sto aspettando che me lo metti su”, alludendo alla battuta della sera prima.
Mi spogliai completamente mi avvicinai a lei, il mio cazzo era già diventato duro, le presi la mano che stava azionando il vibratore infilato nell’ano e glielo tolsi, mi chinai su quel buco rimasto leggermente aperto e comincia a leccarglielo, assaporavo il gusto leggermente amaro dei suoi umori anali e la sentivo ansimare per il piacere che provava nel sentirselo fare, il mio pene cominciava a pulsare per l’eccitazione.
Mi alzai, lei si stava togliendo il vibratore dalla fica per accogliere il mio, la fermai, restò un attimo sorpresa, le dissi di continuare e non fermarsi, mi avvicinai con il cazzo e lo puntai vicino al vibratore, lei con sorpresa mi chiese “non avrai mica intenzione di scoparmi assieme al vibratore?” prima che avesse terminato la frase spinsi, e facilitato dalla sua fica bagnata, il mio pene entrò assieme al vibratore in quella caverna umida e goduriosa.
La sentii gemere inizialmente per il dolore, poi esclamò
“sei un porco mi fai venire la fica come una barca”
“vedo che però stai provando piacere”
“siiiiiiiii è piacevolissimo, non ti fermare maiale”
Lei cominciò a dimenarsi, la fica colava in continuazione rendendo più semplice la penetrazione doppia, stava godendo da matti, le piaceva, la sentii irrigidirsi e trattenere il fiato per poi esplodere in un fragoroso “sborooooooooooooooo”.
I girò verso di me, mi fece stendere sul letto, le sue labbra avvolsero il mio cazzo e la sua lingua percorreva tutta la lunghezza della verga, la supplicai di mettersi a 69, volevo contraccambiare il suo pompino leccandogli la figa pelosa e sbrodolosa, le infialavo la lingua fra i peli per cercare il clitoride da stringere fra le labbra per sentirla dimenarsi dal piacere oppure mordicchiarle le labbra gonfie dall’eccitazione, lei non era da meno, alternava dei momenti di foga con la bocca e la mano per segarlo a dei momenti più lenti dove con la lingua percorreva tutta l’asta che vibrava dal piacere, la pregai di non farmi venire volevo ripetere l’esperienza di giovedì sera, contrariamente Giuliana mugolando mi preannuncio il suo secondo orgasmo scaricandomi in bocca il suo liquido orgasmico.
Si alzo si giro verso di me e, come una gattona, si avvicinò al mio viso, annusò intorno alla mia bocca per sentire il suo odore estrasse la lingua lentamente e cominciò a leccarmi il viso e con la mano mi masturbava con dolcezza, io da sotto allungai una mano fra le sue cosce e cominciai a farle un ditalino, terminato di leccarmi introdusse la sua lingua fra le mie labbra, aprii la bocca e la baciai continuava ad ansimare le sue narici si allargavano ritmicamente segno di forte eccitazione.
La feci stendere sul letto, le salii sopra, appoggia il mio cazzo sopra la sua fica senza penetrarla e cominciai un movimento ritmico su e giù con la lingua iniziai a stuzzicarle entrambi i capezzoli che divennero subito duri, dopo un breve periodo ricominciò ad ansimare e mi disse che la stavo torturando dal piacere e voleva essere ancora scopata, io continuai ancora per alcuni minuti volevo che si eccitasse ancora di più, poi la presi la rimisi alla pecorina e le dissi
“apri le chiappe che ti voglio infilare il cazzo fino in gola”
“siiiii spaccami tutta mio stallone”
Cosi dicendo con le mani tirò le natiche, la fica si spalancò vedevo le labbra gocciolanti fra quella folta peluria, il cazzo ebbe un guizzo d’eccitazione, la cappella era diventata viola e turgida ed esclamai “ ti impalo” e la penetrai in un sol colpo lei emise uno strozzato“ooougghttttt”.
Inizia a fotterla aumentando gradatamente il ritmo, lei continuava a dirmi “continua non fermarti……fottimi”, aumentai la velocità e affondavo con vigore i miei colpi, lei ad ogni colpo era un gemito di piacere, poi, conoscendola di proposito rallentai per iniziai un ritmo costante ma non veloce, sapevo che questo le procurava un godimento estremo che l’avrebbe portata ad un nuovo orgasmo, e così avvenne, sbrodolò fra contorcimenti e vibrazioni, era bellissima, stavo soffrendo per non venire, ma ne valeva la pena vederla dimenarsi ed ansimare era appagante.
Ci stendemmo vicini, il mio pene era mostruosamente in tiro, lei rossa per la foga ma felicemente soddisfatta, la abbracciai, lei con la mano impugnò il cazzo per segarlo, la pregai di farlo con dolcezza, avevo ancora un’idea da realizzare, lei mi chiese
“sono sfinita e appagata completamente, puoi pure godere non devi dimostrarmi altro il mio desiderio e che anche tu possa godere”
“Giuliana ho un forte desiderio di venire dentro il tuo culo”
Mi guardò e disse
“è diventato troppo grosso così me lo sfondi”
Cominciai a baciarla, lei si lascio andare, le ficcai due dita nella fica e cominciò a mugolare, lei mi accarezzava sfiorandomi, facendomi provare delle vibrazioni di piacere, mi guardò negli occhi mi disse “ fai piano” e si giro mettendo in mostra le sue natiche.
Mi avvicinai con la bocca al suo buco del culo, già dilatato dalla precedente introduzione del vibratore, era tutto bagnato degli umori usciti dalla fica negli orgasmi precedenti, glielo leccai, lei provava piacere sentire la lingua che si intrufolava nell’orifizio, sentivo che si rilassava, incominciai ad introdurre un dito, dopo aggiunsi anche un secondo, aspettai un po’ facendoli entrare ed uscire alternando l’uso della lingua per lubrificare, poi ne infilai tre, piano per non fargli male, con mia sorpresa vedevo che provava piacere e notai la fica inumidirsi di nuovo.
Alzai la testa la guardai, lei mi guardo io apostrofai
” brutta porca ma stai godendo di nuovo”
“siiiiii, mi piace quello che stai facendo, continua”

Continuavo a stantuffarla con le tre dita, ogni tanto le levavo per passarle la lingua, il suo buco del culo stava prendendo una dilatazione ragguardevole, e vederlo aperto mi caricava d’eccitazione.
Aggiunsi anche il quarto dito, la penetrai lentamente, lei respirava profondamente, e ad ogni rilassamento entrava un po’, durante questa operazione le scappò una scoreggia, arrossi e mi chiese scusa, io la guardai più infoiato quella cosa mi aveva mandato in estasi, lei si accorse di ciò e rincarò la dose dicendomi “inculami maialone”, estrassi le dita, la penetrai nella fica procurandole piacere dopo alcuni colpi lo estrassi era tutto lubrificato, pronto ad entrare nel suo culo.
Appoggiai il glande allo sfintere già in buona parte dilatato e lentamente spinsi, a colpetti entravo, non volevo farle male, aspettavo che si rilassasse un po’ per penetrarla ulteriormente, finalmente entrò tutto, mi mossi lentamente perché di adattasse senza procurare dolore, poi comincia a muovermi.
Giuliana assecondava il movimento, la vidi rilassata, le chiesi come andava, mi rispose
“sei stato bravissimo, avevo paura che mi facessi male, viste le dimensioni, invece non ho sentito dolore e la cosa mi sta procurando un leggero piacere, inoltre mi sto immaginando il tuo cazzone tutto dentro il culo e questo mi eccita”
“libidinosa ……………e scorreggiona”
“ho visto che ti sei eccitato brutto porco”
“lo sai che sono un perverso, mi piace la tua figa pelosa, mi piace sentire le tue puzzette”
Aumentai il ritmo, Giuliana nel frattempo di stava masturbando e mi incitata a riempirle il culo di sborra, ogni tanto lo facevo uscire per vedere lo sfintere dilatato e poi lo infilavo con potenza questa operazione faceva produrre a Giuliana delle sonore flautuazioni che mi rendevano sempre eccitato, arrivai in prossimità dell’orgasmo, Giuliana esclamo “aiuto, è diventato un palo” stavo venendo, inarcai la schiena riuscendo a sollevare Giuliana con il cazzo in culo e la inondai, le partecipo al mio orgasmo con un suo nuovo orgasmo mentre si stava masturbando.
Sfiniti ci sistemammo sul letto per riprendere fiato, eravamo entrambi grondi di sudore ma soddisfattissimi.
Ci facemmo la doccia e ci rivestimmo, sistemai il lampadario cosa per la quale mi ero recato da lei, poi la salutai, lei era visibilmente rilassata e contenta.
La vita continua normale, quando c’è mia moglie, di comune accordo, evitiamo sguardi indiscreti, Giuliana, ha cominciato a curarsi nell’aspetto, quando ha bisogno del mio aiuto io mi reco da lei ed in quei momenti secondo il tempo a disposizione facciamo delle fugaci e focose scopate oppure ci prendiamo il tempo per i preliminari ed avere rapporti passionali intensi.
Mia moglie per adesso non ha dato segni di sospetto.

P.S.: Giuliana comunque non ha intenzione di depilarsi e la cosa mi arrapa moltissimo.


Ciao a tutti i lettori

e-mail : sirparsifal@live.it


















O DONNA "SOLA IN TRENO"
Premetto che sono una sig.ra di 37 anni,dicono bella visto i tanti complimenti che ricevo,sono alta 1,75, capelli lunghi increspati neri e scura di carnagione, ho scoperto questo sito (3 mesi indietro) perchè mio marito di nascosto da me lo visitava, purtroppo per lui nella fretta di chiudere non lo ha cancellato, oppure ha fatto in modo che io lo visitassi.
Fatta questa premessa, devo dire che le storie raccontate-alcune- mi hanno fatto eccitare e non mi vergogno di dirlo mi ci sono anche masturbata.
Altre storie sono riuscite ad annebbiarmi il cervello,mi hanno fatto aumentare le pulsazioni sessuali, non che io sia frigida,ma una certa noia del sesso da qualche tempo a questa parte era sopraggiunta.
Ora racconto quanto mi è accaduto in treno il 15 aprile scorso.
Ero diretta a Cannes dove ho una sorella,mio Marito era all'estero per lavoro e così ho approfittato per andare qualche giorno da Lei.
Purtroppo non avevo avuto modo di trovare una cuccetta letto disponibile solo per me, così decisi di prendere un biglietto di prima classe vista la distanza volevo perlomeno viaggiare comoda.
Dopo circa un'ora di viaggio sono uscita dalla carrozza per andare a fumarmi una sigaretta, tra i due scompartimenti, li trovai un bel ragazzo che anche lui stava fumando,iniziammo a parlare delle solite cose,il tempo che faceva, il lungo viaggio che ci aspettava, -lui era diretto nelle vicinanze di Parigi-insomma le solite banalità di persone che non si conoscono.
Lui era molto forbito, sapeva parlare bene, esprimeva i suoi concetti con molta sicurezza,ad un certo punto Lui (LUCA) ha preso il discorso del sesso dopo il matrimonio, ci trovammo daccordo quasi su tutto, anche se io non lo esprimevo a Lui, mi sembrava poco bello da parte mia.
Luca mi raccontò della sua vita sessuale prima del matrimonio, molto intensa e bella e di quella che stava invece vivendo in quel momento, che invero era diventata monotonia assoluta.
Tra una chiacchiera e l'altra Luca mi disse che Lui al mio contrario aveva una doppia cuccetta solo per se, visto che viaggia molto per lavoro non voleva rischiare di trovarsi a dormire con persone che non conosceva, da li a offrirsi di ospitarmi passò solo qualche secondo.
Devo subito ammettere che Luca mi attraeva,Lui è alto più di me, ha un fisico da sportivo,asciutto e una personalità non indifferente, ma cercai di resistere nell'accettare.
Intanto era ora di cena e lui mi invitò a cenare con lui nel vagone ristorante,questo lo accettai di buon grado, cenammo insieme, chiacchierammo molto, di tanto in tanto lui poggiava il palmo della sua mano sulla mia e sentivo la sua gamba sfiorarmi la mia,questo mi eccitava, mi faceva sentire viva come una volta,sentivo un calore strano pervadermi il corpo,in certi momenti sentivo il viso in fiamme e avevo paura che lui si accorgesse di quel mio stato.
Terminata la cena, Luca mi invitò di nuovo da Lui,non riuscii a rispondere di no,volevo farlo ma dalle mie labbra non uscì nulla, perciò accettai.
Una volta dentro lui si tolse la giacca,prese due spazzolini da viaggio per i denti,ci lavammo,poi Luca Con calma si aprì la camicia nella parte superiore , ai miei occhi apparve il suo petto con i giusti peli che deve avere un uomo per piacermi.
Luca mi chiese di togliermi la giacca per stare più comoda e io ubbidii senza fare resistenza, mi alzai in piedi per farlo e Luca che si trovava dietro di me mi aiutò a togliermela, nel fare questo raggiunse il mio collo e lo baciò,un brivido mi scosse il corpo, rimasi immobile,lui lasciò la giacca sul letto e sempre da dietro mi strinse forte a se,capii in quel momento che ero ormai priva delle mie volontà,lui si accorse di questo, mi sussurrò parole dolci,con le sue mani andò sui miei seni, li palpeggiò con delicatezza, sbottonò la mia camicetta,mi slacciò il reggiseno,poi mi girò verso di lui e mi baciò in bocca, un bacio profondo come due innamorati, la sua lingua frugò ogni parte della mia bocca,mi succhiò la lingua come se avesse una pompa,mi strinse ancora forte a lui,si aggrappò ai miei glutei, li tastò e in quel momento sentii il suo sesso già duro,con delicatezza mi prese la mano e la portò sul suo sesso,lo sentii duro come il marmo, strinsi era prepotentemente in erezione,mi venne una voglia matta di prenderglielo in bocca, ma mi trattenni non volevo essere mal giudicata.
Intanto lui aveva preso a toglirmi il pantalone, mi fece sedere nel lettino si inginocchiò,mi tolse le scarpe,sfilò il pantalone,non capii perchè ma in quel momento mi venne da fare pipi, mi scusai con lui e andai in bagno, mentre ero lì che stavo riflettendo sulla situazione, sentii Luca chiedermi di non asciugarla, chiesi perchè e lui tranquillamente rispose " perchè voglio leccartela ancora bagnata", mi prese un colpo non mi sarei mai sognata di sentirmi dire una cosa del genere da nessuno.
Lui ripetè non asciugarla ti prego, tanto se lo fai me ne accorgo.
Non mi asciugai del tutto, passai solo il palmo della mano sopra ai peli, poi mi lavai le mani e uscii, Luca era in piedi fuori della porta, mi prese di nuovo per i fianchi,mi baciò ancora sulla bocca, poi con una mano mi tolse le mutandine,lui era ancora con i pantaloni allacciati, mi chiese di aiutarlo a toglierseli, slacciai la cintura e con tutte e due le mani aprii il gancio, tirai giù la lampo, i pantaloni calarono a terra,lui rimase in piedi abbracciato a me,con la mano andò sulla mia fica, la eplorò da sopra, poi cercò il clitoride, lo trovò, lo massaggiò per qualche attimo, mi sentii tutta bagnata e quasi me ne vergognai, lui infilò un dito dentro, lo tirò fuori e lo succhiò, poi lo rimise dentro, lavorò un pò all'interno, lo ritirò fuori e lo fece succhiare a me.
Ero oramai in estasi, non avevo più il controllo di me stessa,Luca mi fece distendere sul letto,iniziò a leccarmi i seni, lo faceva con maestria, il suo dito era sempre dentro di me, stava esplorando la parte interna della mia fica, capii che cercava il punto che più mi piaceva, lo trovò dopo poco,il piacere non potevo nasconderlo e non volevo nasconderlo,incominciai a divincolarmi dalla goduria,volevo che terminasse quel suo fare, avevo paura di godere in pochi attimi, purtroppo avvenne quanto avevo previsto, una scossa di profonda goduria mi stravolse il corpo intero,un grido trattenuto uscì dalle mie labbra,dovetti mordergli la spalla per non gridare più forte.
Ora non volevo essere più suo ostaggio, cercai il suo membro, lo presi in mano era durrissimo, potevo sentirne le pulsazioni, attirai Luca a me, lo feci sdraiare al mio posto,presi il suo membro e lo sprofondai nella mia gola, era troppo grosso per me, ma non volevo rinunciare, avevo voglia di essere trapassata dal suo coso,la mia bocca era come inpazzita, voleva sentirlo in profondità, spingevo da sola affinchè il suo sesso profanasse la mia gola, dovevo trattenermi per non rigettare,poi la voglia di sentirmelo dentro mi trapassò le cervella, mi misi cavalcioni su di lui, presi il sesso di Luca e lo indirizzai dentro la mia tana, caspita mi dissi, questo mi aprirà in due, ebbi quasi paura di farmi male, ma spinsi forte in basso, lui entrò dentro di me,sentivo le pareti della mia fica allargarsi ad ogni passaggio del sesso di Luca, era una goduria unica, intanto Luca mi leccava i seni, mi accarezava la schiena, lo sentivo fremere sotto di me, poi lo vidi prendere della saliva sulle punta delle dita, le portò sul mio orifizio, lo bagnò e cercò di entrarci con un dito,quel gesto mi fece stravolgere i sensi, godetti come mai avevo goduto, mi vergognai di me stessa, con mio marito era accaduto solo i primi tempi del matrimonio.
Dietro lo avevo preso solo da ragazza, ma questa è un'altra storia che vi racconterò poi.
Luca con calma si mise sopra di me, iniziò a scoparmi in modo divino, intanto mi chiese se poteva godere dentro,non ci pensai un attimo a rispondere di sì, la mia risposta lo prese in contropiede,iniziò a darmi colpi violenti, le mie cosce le avevo aperte in modo incredibile per sentire meno dolore,ma anche tanto piacere,lo aiutavano nel gestirsi la goduria, un urlo di piacere mi colse in estasi quando sentii il suo sperma inondarmi tutta, contai gli schizzi di sperma violenti fini a tre,poi Luca cadde esausto accanto a me.
Mi abbassai con la bocca sul suo sesso che ancora era in erezioni,lo leccai per benino, mentre lui cercava di sottrarsi al martirio.

Se la mia storia sarà gradita, racconterò il resto del viaggio,dalle Sig.re che mi leggono vorrei ricevere la loro impressione e le loro considerazioni.

Saluti cari a Voi Tutti

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